La medicina moderna ha almeno 10 dei componenti essenziali di una religione. O di una idolatria?

Di Robert S. Mendelsohn, Dottore in Medicina, Professore aggregato presso il Dipartimento di Medician Preventiva e di Salute Pubblica della Scuola di Medicina Abramo Lincoln, Università dell’Illinois; Articolista dell’Albo Nazionale Giornalistico ‘The People’s Doctor’; Direttore Medico presso l’Ospedale Americano Internazionale, Zion, Illinois; ex-Direttore Nazionale del Servizio di Consulenza Medica, Progetto Head Start; ex-Presidente della Commissione d’Esame per l’Esercizio della Medicina, Stato dell’Illinois.

 

“[…] Negli ultimi decenni si è assistito ad un diffuso e giustificabile declino della pubblica difucia nei confronti della medicina americana convenzionale. Infatti adesso si sospetta che gran parte della cosiddetta “medicina moderna” non esista affatto. Se si prendono in esame le sei specializzazioni mediche più importanti diventa difficile una volta spogliatele del loro camuffamento, identificare quanto siano effettivamente reali.


In PEDIATRIA, la mia specializzazione, non esistevano che poche migliaia di professionisti nei primi decenni di questo secolo e il loro numero non aumentò quasi per nulla fino a quando le “Rosie the Rivertes” (ndt: con questo termine venivano indicate in America quelle madri di famiglia che, avendo i mariti al fronte, andarono a lavorare in fabbrica durante il periodo bellico) non andarono a lavorare nelle fabbriche di armamenti durante la seconda guerra mondiale, fornendo così un grande impulso all’industria alimentare e dietetica per l’infanzia. Da allora il numero dei pediatri è almeno decuplicato, mentre le vendite di alimenti dietetici per l’infanzia sono aumentate di molte volte quel numero.

Senza l’approvazione dei pediatri, il latte di vacca e quello di fagioli di soya non avrebbero potuto in alcun modo sostituirsi così rapidamente e completamente al latte materno. In una delle principali università del Mid-West, che cura per la maggior parte i poveri, l’incidenza delle madri che allattano al seno è scesa dal 99% al 1% in un lasso di tempo di 10 anni. E questo, perchè no, quando i pediatri ed i loro collaboratori, infermieri, operatori sociali, hanno offerto gratuitamente degli alimenti dietetici per l’infanzia ad ogni puerpera.

Questo “dono” veniva accompagnato dalle dolci menzogne del medico che seducevano delle donne già spinte al lavoro, sia da necessità economiche, sia dalla propaganda centrata sulla “realizzazione della propria personalità”.
Le false promesse di questi specialisti hanno cullato almeno due generazioni di madri con sogni di sicurezza che le inducevano ad esporre sconsideratamente, ma anche con la massima fiducia, le loro tenere creature all’incubo di malattie praticamente inesistenti nei neonati allattati al seno (acrodermatite enteropatica, tetania ipocalcemica, ipotiroidismo neonatale, meningite, enterocolite necrotizzante e morte infantile improvvisa) e ad assicurare per il futuro a questi neonati un’alta incidenza di gastroenteriti, polmoniti, eczema, febbre da fieno, asma, obesità, ipertensione e arteriosclerosi.

Naturalmente i pediatri hanno operato con il più puro dei motivi, ma non possono addurre l’ignoranza come scusa.
Loro conoscevano la verità, dato che studi scientifici, quasi senza eccezioni, hanno ripetutamente indicato come i più elevati tassi di mortalità e di malattie siano associati con l’alimentazione dietetica artificiale.

Allora perché lo hanno fatto? Perchè hanno detto alle madri – e ai padri – con parole melate che i prodotti dell’industria alimentare per l’infanzia erano un surrogato accettabile del latte umano?
Perchè hanno condotto madri e neonati lungo il viale fiorito che conduce a questa macabra fine?

Le ragioni sono probabilmente molteplici, compresa l’avidità (pediatri e pediatria forse non potrebbero esistere senza le industrie alimentari dietetiche per l’infanzia), la stupidità (la categoria dei medici, attraverso il corso della storia, non ha brillato per l’indipendenza intellettuae), l’ignoranza (la molteplicità delle riviste mediche garantisce l’abolizione delle comunicazioni ed i medici non si abbassano a leggere quotidiani e periodici) e la condotta fuorviante (i medici dichiarano di avere sempre le migliori intenzioni, mentre tutti sanno di che cosa è lastricata la strada che conduce all’inferno).
Ma le ragioni sono relativamente insignificanti per coloro che ne sono danneggiati.

La ricetta per fallire nella professione di pediatra è semplice: dire alle madri la verità! Dir loro che il poppatoio minaccia la vita e la salute del loro bambino. Questo farà sentire colpevoli le madri che adottano l’allattamento artificiale (un peccato mortale in pediatria): esse, di conseguenza, cambieranno medico lasciando che il pediatra sincero curi i bambini allattati al seno, i quali non si ammaleranno quasi mai. Fine della professione!

Io ho risolto questo dilemma semplicemente (i miei critici dicono ‘semplicisticamente’) rifiutando come pazienti quelle madri che decidono di non allattare al seno.
Ad eccezione della mastectomia bilaterale, non esiste alcuna controindicazione all’allattamento al seno; purchè ci sia il necessario aiuto, nessuna madre è in condizioni tali da non poter allattare.
Le gestanti che preferiscono il poppatoio sono naturalmente libere di rivolgersi a qualsiasi medico convinto che l’alimentazione artificiale sia del tutto compatibile con una buona maternità.
Io continuo a selezionare uno scarno gruppo di pazienti, che condividono la mia etica e filosofia sul parto, allattamento, maternità e famiglie numerose, i cui punti di vista, su altre questioni di importanza critica, siano quindi prevedibilmente conformi ai miei. Inoltre, i membri di questa ‘sottocultura’ (o, se preferite, ‘supercultura’) non si ammalano che assai di rado rendendomi la vita molto più facile.

Quindi, se i pediatri perdono l’allattamento artificiale – e tutte le infezioni, allergie, malattie e mortalità ad esso connesse – la loro specializzazione in gran parte scompare.


Lo stesso dicasi per l’OSTETRICIA, un’altra specialità oggi in declino. Minacciata di estinzione dalla natalità in diminuzione, paradossalmente incoraggiata dalla stessa professione ostetrico – ginecologica con il ‘controllo delle nascite’, questa branca della medicina sopravvive ancor oggi grazie agli aborti piuttosto che alle nascite e grazie ai remunerativi parti cesarei, preferiti a quelli vaginali.
Tuttavia la minaccia del sempre crescente numero di parti a casa e il rifiuto sempre più diffuso degli atteggiamento radicali nei confronti dell’aborto presagiscono la scomparsa di un numero schiacciante di specialisti in ostetricia e ginecologia. A misura che le madri sane respingono staffe, depilazioni, episiotomie, analgesici, fluidi di routine, controlli, anestesie locali, parto indolore e tutto il resto della tecnologia ostetrica, ne risulta una diminuzione del numero sempre crescente di neonati danneggiati e deformi.

Inoltre, senza le tecniche irrazionali della moderna ostetricia, i giovani ostetrici non potrebbero crearsi la clientela la cui patologia permette loro di emergere in seguito come ginecologi d’esperienza. Così l’ostetricia e la GINECOLOGIA si uniscono alla pediatria come specializzazioni in massima parte inesistenti.


Gli INTERNISTI, persino nella situazione attuale, si troverebbero in difficltà a pagare l’affitto del loro studio se non spingessero a ‘checkup’ annuali, o più frequenti, come prassi normale sconsideratamente e automaticamente. Ma la gente sta rinsavendo alla svelta e non appena sono stati resi noti l’inutilità e i pericoli di quello che è stato denominato ‘il fiasco annuale americano’, la medicina interna ha ravvisato la perdita della sua maggiore fonte di guadagno. Inoltre lo scetticismo sempre crescente nei confronti della prevenzione e cura del cancro e delle malattie cardiovascolari applicate dalla medicina convenzionale rende lo stato dell’internista ancora più precario. Avendo messo da parte la chirurgia e l’ostetricia, l’internista si aggiunge al pediatra e all’ostetrico-ginecologo come un altro membro nella categoria delle specie in via di estinzione.


Il CHIRURGO sarà forse l’ultimo a scomparire grazie al fascino popolare, storico e attuale, collegato al dramma di ‘andare sotto i ferri’.  Ma le quattro operazioni più comuni – circoncisione, vasectomia, isterectomia e tonsillectomia – hanno raramente una giustificazione scientifica. Questi ed altri interventi, che pure fanno guadagnare il pane quotidiano ai chirurghi, in ogni nuovo numero di tutte le riviste mediche sono praticamente presentati non soltanto come inutili ma anche come assolutamente pericolosi. Un pubblico scettico ha oggi l’atteggiamento del ‘fammi vedere’ nei riguardi della chirurgia oncologica, mentre il bypass delle coronarie andrà presto ad arricchire il gruppo dei precedenti interventi sul cuore nei musei di storia della chirurgia.
I chirurghi sono la quarta categoria di specialisti che, come gli altri, si dovranno presto trovare un lavoro onesto.


La PSICHIATRIA è forse quella che più facilmente leverà le tende, dato che si dubita molto persino della sua reale esistenza. Ma, a prescindere dalle sue discutibili origini, Thomas Szasz, Jay Ziskind, Martin Gross e molti altri hanno fornito la documentazione secondo cui alcune persone (di solito quelle che sono state invalidate dai cosiddetti ‘studi di livello più elevato’, in realtà semplicemente ‘istruzione prolungata’) sentono l’esigenza di smascherare la sua inesistenza; conclusione, questa, alla quale i cittadini meno colti sono arrivati da lungo tempo con l’uso del buon senso.
Ci sono in psichiatria quattro aree non verificate: la psicochirurgia, l’elettroshock, i tranquillanti e i consigli. A parte questo, è una grande specializzazione.


La sesta, l’ultima delle grandi specializzazioni che non esistono, è la MEDICINA PREVENTIVA.
Un tempo nobile sforzo, dedicato a prevenire che le persone non diventassero mai pazienti, mediante la promozione dell’igiene delle acque e degli alimenti e con adeguati servizi di fognature, questa specializzazione medica ha subìto una strana trasformazione. Si è verificato un capovolgimento: la bellissima farfalla si è trasformata in bruco. L’ufficiale sanitario di qualche decennio fa non riconoscerebbe il suo sosia moderno che divulga le sue merci, comprese pericolose vaccinazioni per la prevenzione di malattie di minore importanza (a volte, come nel caso del vaccino suino anti-influenzale, si tratta di medicamenti che non immunizzano affatto e che invece provocano centinaia di casi di paralisi e di morte) e la non sperimentata tecnologia di ‘vaglio e selezione’ che recluta eserciti di nuovi pazienti per gli studi medici.

Tuttavia, guardano i risultati, l’enfasi posta sulla prevenzione ha fruttato ben poco.
L’autopalpazione della mammella venne indicata come inadeguata quando apparve la termografia; la termografia venne dichiarata inadeguata con la mammografia a raggi X, la quale, sfortunatamente ma prevedibilmente, fu di per sè causa di cancro.
Il pap test, con l’incidenza che ci si aspettava di risultati falsi-negativi e falsi-positivi, non ha portato alla diminuzione di casi di cancro cervicale o del tasso di mortalità ad esso dovuti.

Ma questi giocattoli medici hanno avuto un effetto molto importante cioè hanno quasi totalmente offuscato l’interesse nei confronti delle vere e prevedibili cause di questi tipi di cancro della donna – poche gestazioni, mancato allattamento al seno, la Pillola, gli ormoni somministrati nella postmenopausa.

Le periodiche radiografie del torace hanno cullato il pubblico nell’illusione che di esse ci si potesse fidare, conducendo così a nuove endemie di leucemia, cancro della tiroide e mongolismo (attribuito erroneamente a ‘ovuli stanchi’ di donne non più giovani); mentre ora si sospetta anche che le periodiche amniocentesi, i test PKU, le misurazioni di pressione, la fonocardia ed altre tecniche d’indagine con nomi più o meno lunghi abbiano dato per risultato un rapporto beneficio/rischio negativo.

Così la medicina preventiva si aggiunge alla pediatria, all’ostetricia-ginecologia, alla medicina interna, alla chirurgia ed alla psichiatria nella lista delle specialità inesistenti.


Ora, alcuni potrebbero sollevare delle obiezioni, facendo notare che una piccola minoranza di pratiche mediche è necessaria e preziosa. Ed io ammetterò prontamente che forse il 5% delle pratiche delle Sei Grandi Specializzazioni è valido e di conseguenza il 5% degli specialisti, nei rispettivi campi, dovrebbe restare al suo posto.
Dopo tutto, il problema della medicina americana è che l’estremo finisce sempre col divenire il mezzo.

La penicillina, usata un tempo nei casi gravi di meningite e polmonite diventa controproducente allorché prescritta per il comune raffreddore.
Il cortisone, utilizzato originariamente per il Morbo di Addison, diventa un incubo quando è prescritto per una scottatura solare e vedo in questa tendenza tanta speranza quanta quella di un qualsiasi altro sforzo storico di ricacciare i geni nella lampada magica.

Mentre l’eccezione di un 5% deve essere considerata valida, resta cruciale una certa generalizzazione (sebbene ai medici s’insegni, e con buone ragioni a loro salvaguardia, a non generalizzare), dato che solo generalizzando è possibile ottenere il sapere e la saggezza.

La generalizzazione da fare è: l’età dell’oro della medicina americana è finita.

In effetti, si può capire la medicina moderna sono considerandola una religione, la religione di una società laica che ha respinto i suoi sistemi di valori tradizionali.
Le medicina moderna ha almeno dieci dei componenti essenziali di una religione:

  1. Un sistema di fede – la ‘Scienza Medica Moderna’ – che può essere altrettanto valida quanto le prove di altre chiese sull’esistenza di Dio
  2. Un clero – i medici
  3. Dei templi – gli ospedali
  4. Chierici e vestali – infermiere, operatori sociali e personale paramedico
  5. Paramenti che rispecchiano la posizione gerarchica – il colore e la lungezza dei camici dei medici indica il loro rango
  6. Una classe nobiliare che mantiene la chiesa – industrie chimiche, compagnie di assicurazione e industrie di prodotti alimentari dietetici per l’infanzia
  7. Un confessionale – l’anamnesi deve essere fornita al medico in tutta sincerità
  8. Un’assoluzione – il colpetto rassicurante sulla spalla: ‘Lei sta bene, ritorni l’anno prossimo’.
  9. Vendite delle indulgenze – gli onorari oltraggiosi, in grado di abbattere questa chiesa moderna così come accadde con la chiesa del Medio Evo.
  10. Similitudine di linguaggio – ‘mi fido del mio idraulico’, ma ‘ ho fede nel mio medico’; la relazione medico/paziente è ‘sacra’.

Allorchè la medicina viene considerata nè più nè meno di un sistema religioso può essere trattata come tale e paragonata ad altri sistemi di guarigione religiosa. Sfortunatamente, la religione della medicina moderna dimostra di adorare un dio che non fornisce delle risposte, che è impotente e che, in effetti, inganna. Questa, naturalmente, è la definizione dell’idolatria e, in questo contesto, tutta la medicina moderna diventa comprensibile.

Il falso dio della medicina moderna si spinge fino a pretendere, come i suoi déi predecessori delle religioni pagane di migliaia di anni fa, il sacrificio di bambini.
L’antico Moloch di quelle idolatrie esigeva che i genitori, per assicurarsi messi abbondanti, passassero i loro figli attraverso il fuoco fisico.
Il Moloch moderno analogamente chiede ai genitori di far passare il fuoco chimico attraverso i corpi dei loro figli (alimentazione artificiale, sterilizzata a caldo).
Lo scopo è identico.

L’allattamento con il biberon permette ai genitori di andare entrambi a lavorare per ottenere il sostentamento e il successo. Studi scientifici così come prove storiche dimostrano chiaramente, con il confronto con l’allattamento al seno, il sacrificio di vite e salute che deriva dall’allattamento artificale; e solo l’approvazione del sacerdote-medico induce i genitori ad eguagliare il latte di vacca a quello umano.
In effetti,  se i medici dovessero comportarsi secondo i canoni della scienza e dell’onestà, l’allattamento artificale sarebbe senza dubbio considerato come una violenza nei confronti del bambino.

Un gran parte del fallimento della religione della medicina moderna risiede nella mancanza di volontà d’interessarsi seriamente ai problemi di nutrizione (forse ciò è in parte dovuto alla tradizione cristiana per cui, secondo Matteo ed altri, ciò che esce dalla bocca è più importante di ciò che vi entra).
Comunque, a mano a mano che la religione della medicina moderna perde potere ed influenza, i suoi adepti, già menzionati, devono ricercare altri sistemi religiosi più validi.
Alcuni torneranno agli insegnamenti curativi della Scienza Cristiana e dei Testimoni di Geova. Gli ebrei riscopriranno i loro insegnamenti sulle cure tradizionali, in cui si attribuisce grande importanza alla nutrizione, dall’Antico Testamento attraverso la medicina Talmudica e Maimonidea, per culminare con gli insegnamenti etici e contemporanei delle norme di cur di Jakobovits, Rosner, Feldman, Bleich, Soloveichik ed altri.

Nel suo contesto, l’approccio macrobiotico universalistico alla vita richiede studio attento, particolarmente da parte dei medici e dei pazienti occidentali che ne ignorano quasi totalmente non solo il contenuto, ma persino l’esistenza. […] In questi anni crepuscolari per la tecnologia medica regressiva, orientata verso la morte, l’approccio macrobiotico alla malattia e alla cura arriva come un soffio d’aria fresca. Tra le centinaia di pubblicazioni sulla salute e sulle malattie che sono passate sulla mia scrivania e che ho studiato in questi ultimi decenni, questo libro offre l’alternativa più importante al nostro sistema di medicina occidentale ormai in rapido declino.

[Questo libro]  è una lettura che ogni medico deve assolutamente fare e io ritengo che gli Istituti di Medicina americani avranno raggiunto la maturità quanto il testo “Medicina Macrobiotica” sarà incluso nei loro programmi di studio ordinari.

Intanto i malati non possono permettersi di aspettare che i loro medici, tanto indaffarati, imparino questa tecnica apparentemente nuova, ma in realtà centenaria. La gente ha bisogno adesso di un aiuto pratico e realistico, e questo volume estremamente interessante da leggere, ricco di ipotesi affascinanti, di buone cognizioni della medicina moderna, di profonda saggezza, di divertente umorismo e di una gran dose di giustificabile ottimismo è, a mio giudizio, una chiave di essenziale importanza per la vita e la buona salute.

Questo libro sulla Medicina Macrobiotica, destinato ad avere un effetto profondo nel futuro della nostra nazione, merita precedenza assoluta da parte di ogni cittadino“.

 

Robert S. Mendelsohn, Dottore in Medicina

Professore aggregato presso il Dipartimento di Medician Preventiva e di Salute Pubblica della Scuola di Medicina Abramo Lincoln, Università dell’Illinois; Articolista dell’Albo Nazionale Giornalistico ‘The People’s Doctor’; Direttore Medico presso l’Ospedale Americano Internazionale, Zion, Illinois; ex-Direttore Nazionale del Servizio di Consulenza Medica, Progetto Head Start; ex-Presidente della Commissione d’Esame per l’Esercizio della Medicina, Stato dell’Illinois.

 

Il testo precedente è la presentazione del dottor Mendelsohn del libro “Medicina Macrobiotica”, che ti consiglio di studiare attentamente e che puoi trovare per esempio su Amazon oppure su Il giardino dei libri.


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Comments 1

  1. “Di tutte le tirannie legalizzate nessuna è più intollerabile di quella che mette le mani su di noi e sui nostri figli, e inietta veleni nelle nostre vene o ce li butta giù per la gola.”
    George Bernard Shaw

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