teenage girl in blue sweater and black skirt leaning on the wall

Danni dello smartphone sugli studenti e… insabbiamenti istituzionali?

Di recente (diciamo fine 2022) è venuto alla ribalta su diversi social il lavoro della 7^ commissione permanente del Senato della Repubblica Italiana, quella relativa a istruzione pubblica e beni culturali.

Il documento approvato dalla commissione e relativo a questa “indagine conoscitiva“, proposta il 9 aprile 2019 e svoltasi poi dal maggio 2019 al giugno 2021, “sull’impatto del digitale sugli studenti, con particolare riferimento ai processi di apprendimento“, è stato approvato il 9 giugno 2021.

Cosa ha di particolare questa indagine e perché vale la pena spendere un po’ di tempo per approfondire la questione? Per i suoi risultati messe nero su bianco e approvati all’unanimità.
Ecco il testo completo:
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1299729.pdf

Ne cito alcune parti:

Ci sono i danni fisici: miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo scheletrici, diabete. E ci sono i danni psicologici: dipendenza, alienazione, depressione, irascibilità, aggressività, insonnia, insoddisfazione, diminuzione dell’empatia. Ma a preoccupare di più è la progressiva perdita di facoltà mentali essenziali, le facoltà che per millenni hanno rappresentato quella che sommariamente chiamiamo intelligenza: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico, l’adattabilità, la capacità dialettica
Sono gli effetti che l’uso, che nella maggior parte dei casi non può che degenerare in abuso, di smartphone e videogiochi produce sui più giovani.
Niente di diverso dalla cocaina. Stesse, identiche, implicazioni chimiche, neurologiche, biologiche e psicologiche.

[…]
Tutte le ricerche internazionali citate nel corso del ciclo di audizioni giungono alla medesima conclusione: il cervello agisce come un muscolo.
Si sviluppa in base all’uso che se ne fa e l’uso di dispositivi digitali (social e videogiochi), così come la scrittura su tastiera elettronica invece della scrittura a mano, non sollecita il cervello. Il muscolo, dunque, si atrofizza. Detto in termini tecnici, si riduce la neuroplasticità, ovvero lo sviluppo di aree cerebrali responsabili di singole funzioni. Analogo effetto si registra nei bambini cui è stata limitata la « fisicità ». Nei primi anni di vita, infatti, la conoscenza di sé e del mondo passa attraverso tutti e cinque i sensi: sollecitare prevalentemente la vista, sottoutilizzando gli altri quattro sensi, impedisce lo sviluppo armonico e completo della conoscenza. È quel che accade nei bambini che trascorrono troppo tempo davanti allo schermo di un iPad o simili. Per quest’insieme di ragioni, non è esagerato dire che il digitale sta decerebrando le nuove generazioni, fenomeno destinato a connotare la classe dirigente di domani.

[…]
Dal 2001, anno in cui le console per videogiochi irrompono nelle camerette dei ragazzi, e con un’accelerazione impressionante dal 2007, anno in cui debutta lo smartphone, depressioni e suicidi tra i giovanissimi hanno raggiunto percentuali mai viste prima. Sono quasi raddoppiati, e quel che preoccupa è che il trend appare in costante ed inesorabile ascesa. Stessa tendenza, in rapida crescita, riguarda i casi di autolesionismo, di anoressia, di bulimia. Manifestazioni di disagio giovanile sempre esistite, ma che oggi si autoalimentano sui social e nelle chat esaltando anziché scoraggiando i ragazzi e in modo
particolare le ragazze dal metterli in pratica.
A tutto ciò vanno sommate le conseguenze sui più giovani dell’essere costantemente a contatto con chiunque e con qualsiasi cosa. Istigazione al suicidio, adescamento, sexting, bullismo, revenge porn: tutti reati in costante crescita.
[…]
Dal ciclo delle audizioni svolte e dalle documentazioni acquisite, non sono emerse evidenze scientifiche sull’efficacia del digitale applicato all’insegnamento. Anzi, tutte le ricerche scientifiche internazionali citate dimostrano, numeri alla mano, il contrario. Detta in sintesi: più la scuola e lo studio si digitalizzano, più calano sia le competenze degli studenti sia i loro redditi futuri.”

Già queste poche righe dovrebbero bastare a far ribaltare dalla seggiola ogni genitore, ogni insegnante, ogni dirigente scolastico e ogni ministro d’Italia.

In realtà, nel periodo di svolgimento delle audizioni, sono successe alcune cose particolarmente spiacevoli e particolarmente impattanti sugli studenti di ogni ordine e grado:

“Didattica Digitale Integrata” (o “Didattica A Distanza”) e relative conseguenze (mirabilmente descritte nei libri di Patrizia Scanu,” Emergenza Scuola” e soprattutto in “Oltre la scuola e l’homeschooling“, assieme a diverse idee su come contrastare i danni prodotti).
Scuole 4.0 e relativi investimenti, come da PNRR (qui ci sono altre 40 pagine che dovrebbero far rizzare i capelli in testa a parecchi genitori e insegnanti).

Sulla famigerata DAD, mi limito a spiegare il vero significato di quell’acronimo: “Disastro a Distanza”.
Anche chiamandola DDI, le cose non cambiano molto: “Disastro Digitale Integrato”.

Sul piano scuola 4.0, invece, è necessario dire almeno questo: stanno arrivando montagne di soldi a tutte le scuole d’Italia, dall’asilo in su, per potenziare il digitale nella scuola.

Tutto questo a dispetto delle conclusioni dell’indagine conoscitiva realizzata dalla 7^ commissione del Senato, di cui sopra.

Da una parte arrivano fiumi di denaro (magari non c’è nemmeno la carta igienica nei bagni, o le porte stesse dei bagni, ma di soldi per comprare lavagne digitali da Star Trek Voyager ce ne sono, altroché!) e vengono naturalmente decantate le magnifiche sorti e progressive del digitale a scuola, anche facendo leva sull’inerzia della classe docente, che – come abbiamo visto durante la cosiddetta pandemia – non brilla certo per sagacia, spirito critico e ampia visione delle cose.

Dall’altra, ben 18 mesi fa, era stato messo nero su bianco che “non sono emerse evidenze scientifiche sull’efficacia del digitale applicato all’insegnamento. Anzi, tutte le ricerche scientifiche internazionali citate dimostrano, numeri alla mano, il contrario. Detta in sintesi: più la scuola e lo studio si digitalizzano, più calano sia le competenze degli studenti sia i loro redditi futuri“.

La dissonanza cognitiva che dovrebbe conseguirne è evidente.
La mia prima domanda è: PERCHÈ? Perché arrivano fiumi di denaro alla scuola per il digitale quando è noto e dimostrato che il digitale peggiora nettamente i processi di apprendimento e in generale la vita degli studenti?
Ci sarebbero tanti altri “perché” da porsi (perché i genitori accettano tutto questo? perché i docenti accettano tutto questo? perché i giornalisti non mettono queste cose in prima pagina ogni giorno? perché la magistratura non indaga sulla legalità di certe ingerenze nella politica da parte di certe aziende particolarmente grandi e particolarmente lobbiste? ecc.), ma intanto basta il primo.

Ma c’è qualcosa di più che vorrei mettere in evidenza.
Ed è la difficoltà a reperire maggiori informazioni su questa indagine conoscitiva, che fa quasi sembrare premeditate una serie di pessime e inaudite scelte tecnologiche che ora vedremo in poche righe (e che non riguardano solo questo caso specifico: non è raro che si sentano in radio audizioni di esperti molto in gamba, sui temi più disparati).

Intendiamoci. Sul sito del Senato è presente tutto su questa indagine:
https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda41803.htm
Peccato che le informazioni assolutamente più importanti, ovvero le AUDIZIONI degli esperti, sono difficilissime da reperire e NON sono raggiungibili in maniera agevole da quella pagina o da altre, nonostante sia scritto chiaramente in ciascun resoconto che gli audiovisivi saranno resi disponibili sul sito della commissione. [Appena più sotto c’è la soluzione a questo problema].

Tali audizioni sono presenti solo sulla (chiamiamola) web tv del Senato.
Ma non è possibile fare una ricerca per (non sia mai!) il nome dell’esperto audito, oppure il tema dell’audizione.
Semplicemente bisogna, MANUALMENTE, andarsi a cercare ciò che si vuole tra tutte le centinaia e centinaia di video presenti.

Con la metà dei soldi che arriveranno a 1 (una) scuola di medie dimensioni, a caso in Italia, per il piano Scuola 4.0 (tra l’altro: ho perso il 3.0! Quale sarebbe stato? Si vede che l’hanno realizzato in mia assenza) si potrebbe indicizzare e rendere facilmente accessibile a tutta la popolazione di lingua italiana molto materiale interessante, che attualmente è quasi inaccessibile perché disperso sul sito della webtv del Senato.
Magari anche con la trascrizione del testo di tali audizioni, per velocizzare la ricerca, fatto automaticamente grazie apposite applicazioni (che ormai sono ottime e costano poco, con un buon risultato).

La mia seconda domanda quindi è: Perché è tutto così insabbiato, nella webtv del Senato? (scusate la ridicola rima)
Non potrebbero semplicemente caricare quei video ANCHE su Youtube, come fanno con molti altri video della stessa web tv? Perché tutti gli esperti che passano di là devono essere auditi solo da una piccola commissione e non, come sarebbe più sensato, essere DAVVERO disponibili a tutti gli italiani interessati, tramite il digitale tanto decantato, ma ben poco usato, dalle istituzioni?

Le mie domande le lascio così, aperte. Ognuno così potrà darsi la propria risposta (se ti fa piacere, scrivila nei commenti qui sotto).

Da parte mia, vista la fatica che ho fatto per ritrovare tutte le audizioni, cercandole manualmente (!!!?), così da poterle anche io ascoltare attentamente e farmi una idea più precisa, visto il mio ruolo anche di insegnante, oltre che di genitore, condivido il risultato di tale fatica: tutti gli interventi video di quasi 2 anni di audizioni che hanno portato alle conclusioni già viste sopra, ma che si concludono con una sintesi ancora più sconcertante:

Giovani schiavi resi drogati e decerebrati: gli studenti italiani.
I nostri figli, i nostri nipoti. In una parola, il nostro futuro
“.


Spero vi siano utili. Buona visione e… vestitevi bene! Perché alcune cose fanno davvero tremare.

[EDIT]: i video nella web tv del Senato NON si possono nemmeno inserire nelle pagine web, come qualunque normale video su Youtube. Indicherò quindi di seguito i link diretti, con il nome del relatore.
Poi, con calma, scaricherò i video e li ricaricherò su Youtube, per una più facile consultazione.
Li pubblicherò di seguito ai link diretti.
Il primo, Manfred Spitzer è forse il maggior esperto in materia al mondo e i suoi libri sono veramente ben scritti e ben documentati.


Audizioni di:

Se hai trovato interessante o utile questo post, ti prego di condividerlo con le persone a cui pensi potrebbe piacere. Grazie!

Luca Chiesi

PS: sempre più attuale il messaggio di John Taylor Gatto, in merito al vero curriculum della scuola.

PPS: da parte mia cerco di andare nella direzione opposta, cioè FAR SVILUPPARE le capacità naturali di apprendimento e anzi rendersi sempre più padroni della propria capacità di imparare, in qualunque ambito: dalla musica, alla matematica, dalla filosofia, alla medicina, dalla teoria alla pratica.
Ho sintetizzato la mia visione delle 8 fasi dell’apprendimento in questo video:
Imparare ad imparare – Presentazione delle 8 fasi dell’apprendimento – prof. Luca Chiesi
Se ti interessa “imparare ad imparare”, ancora meglio di come fai ora, lascia i tuoi dati nel form sotto al video. Ti ricontatterò a breve.

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Comments 2

  1. ciao Luca,
    grazie per questa ricerca da te raccontata in modo così chiaro, .
    Sono concetti che già conoscevo , di cui avevo già sentito parlare e che mi fanno paura. Ti dico la verità, mi fanno paura perchè capisco quali possono essere gli effetti indesiderati e non so come correre ai ripari. Sono la mamma di 2 ragazze di 13 e 15 anni. A casa dopo la scuola il cellulare è il loro compagno, non solo per svagarsi ma anche per studiare, perchè magari c’è una ricerca da fare o perchè si studia “in contemporanea” con i compagni di scuola, tutti collegati in quel momento. Anche a scuola il telefono può rimanere acceso, non è corretto ma ormai i professori lasciano correre. Da parte mia cerco di parlare con le mie ragazze , cerco di spiegare queste problematiche ma ti dirò, un po’ per l’età e un po’ per l’impossibilità di proporre un cambiamento la situazione rimane ferma. Ora anche le scuole si digitalizzeranno ancora di più, bene, e dove andremo a finire ? che generazione si formerà? cosa avrebbe detto Ohsawa? può essere questa un’evoluzione della nostra società, che dopo il rinascimento e la rivoluzione industriale ora passa a una recessione sotto tutti i punti di vista, anche a livello mentale e psicologico (e perchè no, comportamentale)? ( con tutte le conseguenze poi del caso) … può il singolo intervenire ? la massa di certo non si smuoverà di un millimetro… grazie , ciao. Ale.

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      Ciao Alessandra! Anche io sono molto preoccupato, anche per quello che vedo a scuola tutti i giorni. Non c’è la benché minima consapevolezza del tipo di danni sottili e a lungo termine che si stanno causando alle nuove generazioni.
      La scuola sempre più digitalizzata è un mostro dal quale fuggire il prima possibile. Io e diversi amici e colleghi stiamo costruendo un’alternativa, già da 2 anni; sarebbe da fare in tutte le città d’Italia e in tutti i paesi: educazione parentale, gruppi autonomi di studio, ecc.
      La nuova generazione è quelli dei “fiocchi di neve”, come li chiama Roberto Pecchioli sul sito di Blondet in un recente articolo. Mai come ora serve ritornare alla base dell’educazione secondo Ohsawa: “fame e freddo”. Senza esagerare, ma senza farli mancare. E, traslando, anche “disconnessione”: dalla rete, da internet, dallo smartphone. E’ vitale farlo. Il singolo è sempre l’ultimo responsabile delle sue scelte, quindi direi senz’altro SI! Il singolo può e deve intervenire. Da soli è difficile, meglio aiutarsi, trovando altre persone sulla stessa lunghezza d’onda. Cercare di svegliare gli addormentati è una impresa tanto difficile quanto inutile, temo, ma un minimo si deve provare a fare. Per il resto… rimboccarsi le maniche e prendere il toro per le corna. La conoscenza, prima di tutto, e poi l’azione.
      La massa, da quando esiste l’uomo, segue quella che è la sua natura. Nei libri di Ortega y Gasset si vede chiaramente la natura delle masse.
      Quindi: direzione opposta, nel dubbio. In bocca al lupo! A presto, ciao!

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