Analisi approfondita di Cam.TV (di Luca Chiesi)

Ieri sera a mezzanotte scadeva la possibilità di diventare utenti “fondatori” di un NUOVO social network, tutto italiano, che è anche una piattaforma per vendere prodotti in formato digitale e anche un fornitore di servizi per fare tutto questo, con transazioni sicure basate su Blockchain.

(NB: Ma è ancora possibile anche oggi, 01/09/2019 e forse anche per alcuni altri giorni, pertanto ha senso proseguire la lettura di questo articolo… 🙂

Il vantaggio di essere fondatori è che si acquisiscono benefici a vita, tra cui una parte dei profitti dell’intero social network, oltre a diversi servizi utili per chi vuole affacciarsi al web per valorizzare le proprie competenze o i propri prodotti. Ma il social ha un valore a prescindere e in ogni caso i servizi saranno acquistabili anche in seguito, come abbonamento mensili.

Ecco il link dove poter eventualmente registrarsi –>

https://ctv.im/E19E64

L’account per l’utente “comune” è gratuito e permette di vedere cosa c’è nella piattaforma, tutti i menu, ecc.

Tuttavia c’è stato un tale sovraccarico di richieste o transazioni che, per auto-tutelarsi, il server è diventato irraggiungibile per diversi periodi, soprattutto nell’ora prima di mezzanotte. 
Pertanto la possibilità di capire cos’è questa opportunità e diventare utenti “fondatori” rimane aperta anche oggi.

Cercherò con questo lunghissimo post di spiegare in maniera più completa di ieri sera di cosa si tratta.
E a chi potrebbe interessare questa possibilità.

Troverai quindi qui sotto alcune considerazioni che mi ero scritto mentre cercavo di decidere se entrare a farne parte o meno. E le integrerò con altre che riguardano aspetti che ieri sera avevo trascurato perché troppo specifici, ma altrettanto interessanti.

Infine, una semplice tabella sui punti di forza e di debolezza che ho potuto riscontrare in questo progetto. E un mio giudizio complessivo. Buona lettura!
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Premessa: la società ha fatto la campagna di crowdfunding non solo più grande d’Italia, ma anche più grande d’Europa (quasi 6.000.000€), grazie a più di 5000 “fondatori” e circa 150.000 utenti comuni.

Stanno per chiuderla oggi 1/9/2019 dopo aver già realizzato gran parte di quello che avevano in programma, in particolare:

– la possibilità di aprire canali tematici (e presto anche blog)

– per poi vendere prodotti informativi o infoprodotti (per ora consulenze via webcam, ma a breve anche pdf, video, videoconferenze, ecc., tutto tramite i servizi interni alla piattaforma, in continuo sviluppo) e

– tutti i servizi basilari che servono a tale scopo, peraltro nemmeno pubblicizzati sulla loro home page (costruire landing pages, mettere un modulo di contatto alla fine di ogni articolo, inserire tali contatti in un autoresponditore, avere spazio di archiviazione di svariati Gb e una buona banda, creare una rete di affiliati, ecc. e tutto “a vita” (20 anni, per legge))

– il tutto basato su una “moneta virtuale“, sicura perché basata su Blockchain, ma anche ancorata all’euro (un “likecoin” vale un centesimo) che permette transazioni sicure e che merita un discorso a parte (che farò alla fine).

La cosa particolare è che anche il singolo “like” vale denaro vero: ad ogni like puoi dare un valore in “likecoins” , da 1 a 5000, che l’autore del post a cui si vuole dare il “like” ricevere e può “spendere” all’interno della piattaforma, ad esempio per acquistare consulenze o infoprodotti, oppure può chiedere di convertire in Euro e di farseli inviare.

Quindi più le persone apprezzano i tuoi post, più guadagni (magari poco, ma sempre più di qualunque altro social network, in cui i guadagni sono solo dei proprietari nonostante tutta la fatica la facciano gli utenti).

Cosa ancora più particolare è che viene re-distribuito a tutti gli utenti “fondatori” – sottoforma di likecoins – il 51% degli utili dell’intero social, che derivano sia dall’acquisto di servizi da altri utenti, sia di abbonamenti ai servizi della piattaforma o di licenze “founder”, sia da tutti i “like” che vengono dati.
A cadenza settimanale, il lunedì sera alle 23.

Nei prossimi giorni il social si aprirà anche al mercato in lingua inglese (con un apposito documentario) quindi è molto probabile che ci sarà un ulteriore aumento di utenti e un ulteriore aumento di transazioni e microtransazioni. Ma solo gli utenti “fondatori” beneficeranno del relativo aumento di utili.

Per ora ci sono circa 5000 utenti attivi come “founder” e più di 158000 utenti “free”; non è detto che succeda chissà che cosa, ma entrare come “founder” potrebbe essere un piccolo/grande investimento, un po’ come se all’epoca si fosse entrati in un social tipo Amazon o Facebook… ma da soci!

Ci sono diversi files di approfondimento; ti metto il link:
– a quello in cui si vede la roadmap (https://assets.cam.tv/press/it/www.cam.tv-come-funziona.pdf), che in effetti mostra alcuni ritardi ma penso sia abbastanza normale, per un progetto di tali dimensioni; 
– alla brochure (https://assets.cam.tv/press/it/www.cam.tv-brochure.pdf) in cui si vedono i vari piani da “founder”
– a quello sui redditi (https://assets.cam.tv/press/it/www.cam.tv-redditi.pdf), che non sono tassabili finché non si convertono i likecoins in euro.

Dal 2 settembre, quindi, non ci sarà più la possibilità di acquisire i privilegi di “founder”, perché a breve inizierà la STO (Security Token Offering) con la quale offriranno al pubblico mondiale il loro prodotto finanziario basato su Blockchain.

E inizierà la fase in cui non si possono più acquistare piani “vitalizi”, ma solo abbonamenti mensili o annuali ai servizi in questione.

Io un pezzettino di questo social me lo sono preso, fosse anche solo per utilizzo personale e fosse anche solo per non farmi spremere come un limone da Zuckerberg e altri similari (ed essere comunque fondatore di una nuova social company, che è anche un social network e una piattaforma per vendere prodotti informativi senza troppe difficoltà).

Ha avuto un peso nella mia scelta anche il fatto che, di recente, i principali social hanno iniziato a censurare diverse persone, diversi prodotti, diversi argomenti particolarmente scomodi.

Emblematico il fatto che alcuni libri in inglese sugli effetti collaterali delle vaccinazioni, scritti da fior fiore di medici o scienziati, non siano più ordinabili tramite Amazon; oppure che l’algoritmo di Facebook faccia vedere certi post solo ad un numero ridottissimo dei propri contatti, quando addirittura non arriva a bloccare certi utenti per settimane o mesi, solo per aver postato link ad articoli che mettono in discussione la “narrativa” ufficiale, un po’ su tutto.
Lo stesso Youtube (e quindi Google) ha iniziato a far sparire diversi video su argomenti di particolare delicatezza ed interesse.

Quindi penso che aprire un account su un nuovo social, creato in un certo senso dagli utenti per gli utenti e in cui non ci sono logiche “censurative” di questo tipo, sia quantomeno una cosa necessaria. A prescindere dal fatto che questo social sia poi molto di più, ovvero una piattaforma che permette di vendere facilmente le proprie competenze.

Non è banale trovare un modo per vendere le proprie competenze in formato digitale. 
In certi casi, è necessario un certo lavoro di riflessione e di adattamento del proprio lavoro.

Ma se è uno è bravo, o abbastanza bravo, a fare qualcosa, il modo si trova SEMPRE.

E mi metto fin d’ora a disposizione per discutere assieme a te per scoprire come potresti fare, o trovare altri modi a cui non avevi ancora pensato.

In generale, penso che chiunque sia bravo a spiegare qualcosa, o a realizzare qualcosa che non richiede necessariamente la propria presenza fisica, potrebbe fare ottime cose in una piattaforma in cui tutto quello che può essere spiegato o eseguito a distanza è apprezzato da molti utenti: lezioni singole o di gruppo, videoconferenze, vendita dei propri… concerti dal vivo o comunque della trasmissione di eventi in diretta a cui si assiste, pdf o audio o video, podcast, consulenze su qualuque ambito lavorativo, ecc.

Guardando su siti di freelance come FIVERR.COM ed esplorando le varie categorie, si vede che … sono letteralmente a centinaia! Ad esempio relative a grafica, design, marketing, comunicazione, insegnamento, scrittura, traduzioni, video, audio, animazioni, musica, programmazione, gestione aziendale, stile di vita, ecc.

Il fatto di non aver ancora usato il web per proporre le proprie competenze non significa che NON sia possibile farlo!
I merito ai servizi integrati nella piattaforma, devo dire che per i più “informatici” sarebbe relativamente semplice mettere sù tutto quello che serve, ma comunque non si avrebbe il …social media integrato in cui promuoversi così facilmente! E comunque le spese annue non sarebbero poche.

Ho provato anche a fare “due conti della serva”, per vedere quanto costerebbero i servizi che si acquisiscono (a vita) diventando founder:

Video On Demand (per vendere video): su Vimeo si va dai 200 ai 500€ all’anno per caricare e vendere video (ci sono ovviamente anche altre funzionalità specifiche, ma il succo è quello).
Videochiamate (per vendere consulenze uno a uno): con Skype sono gratis, ma non c’è il servizio di pagamento integrato. Inoltre qui non c’è bisogno di installare nuovo software, e nessun software microsoft in particolare…
Videochiamate uno a molti (per vendere lezioni di gruppo e webinar): con Zoom sono 140€ all’anno.
Pay per view (per impostare un biglietto d’ingresso o un costo al minuto per le tue consulenze, lezioni, videocall, ecc.): non saprei dove trovarlo, al momento.
Webcam indossabile, per vedere il mondo con gli occhi degli altri utenti o farlo vedere agli altri (mi vengono in mente tutti quei ciclisti, paracadutisti, ecc. che fanno percorsi estremi: chissà in quanti vorrebbero vedere il mondo coi loro occhi, ma senza pericoli!): non saprei dove trovarla! Sicuramente una novità interessante per tutti quelli che fanno attività fisiche particolari, movimento, suono, danza, arti marziali, ecc.
Condivisione file in modo totalmente privato: con MEGA, sono circa 10€ al mese
Condivisione desktop: su Skype c’è ed è gratuito, ma qui è integrato anche con fatto che le videochiamate hanno il servizio di pagamento integrato.
– Aggiungo anche la funzionalità di scambiare denaro in modo riservato, tramite la valuta virtuale interna: le commissioni per trasferire 100€ sarebbero di circa… 1 centesimo. Questo inoltre può essere fatto anche al di fuori dalla piattaforma (da wallet a wallet) ed è un ottimo modo per poter ricevere ad esempio donazioni senza pagare le commissioni stratosferiche di Paypal o simili.
– Infine il Web Hosting: con Siteground (che è quello che uso io per i miei siti) sono circa 200€ all’anno. E’ vero che qui non puoi fare un sito come ti pare, ma volendo ci si può arrangiare piuttosto bene, senza sapere anche nulla di programmazione e senza aver problemi tecnici da gestire, ticket con l’assistenza, ecc.
La semplicità può diventare una forza soprattutto per chi è ancora un principiante con tutte queste tecnologie per stare online. Ma anche per chi non vuole troppi fronzoli.

–> In sintesi, ogni anno per essere in rete e poter vendere i propri prodotti o le proprie competenze, sarebbero necessari almeno 500-700€ di soli servizi.
Senza contare il social network in continua espansione e il fatto che come founder guadagni qualcosa da tutti i movimenti di denaro che avvengono all’interno del social

Ci sono poi altri vantaggi, sostanzialmente indipendenti dalla piattaforma/social e più legati alla moneta virtuale su cui si basa e vale la pena accennarne, anche se non sono strettmente collegati al social.

Tutte le transazioni interne come dicevo sono effettuate tramite una “moneta” virtuale chiamata likecoins, o lks.
Da 15 giorni si è aperta la possiblità di esportare tale “moneta” in un proprio “wallet” esterno alla piattaforma/social di cam.tv —> Questo è un passaggio fondamentale, perché permette di spostare i propri crediti dai server dell’azienda a… il proprio computer! O una propria chiavetta! Esattamente come per tutte le altre valute virtuali.

Quindi i movimenti di denaro con questa “moneta” virtuale potranno avvenire anche al di fuori del social e senza dover rendere conto a nessuno.

Un vantaggio diretto per tutto questo (ed è l’ultimo di cui parlo) potrebbe esserci nell’attivare un cosiddetto “Master Node”, che è una sorta di computer che si occupa di convalidare tutte le transazioni della moneta virtuale. Più ci sono “master nodes”, più le transazioni sono veloci e sicure. E per questo servizio, l’azienda riconosce al proprietario del “master node” una commissione significativa.

Per attivare dei “master nodes” in genere serve immobilizzare molto denaro, a garanzia delle transazioni che vengono effettutate e poi convalidate più velocemente grazie al master node stesso.
Ma il denaro da immobilizzare un master node di questa moneta virtuale è di soli 1000€, che equivalgono a 100.000 LKS (likecoins). Quindi una cosa affrontabilissima.

Se il social crescerà, aprendosi anche all’estero, le transazioni aumenteranno inevitabilmente. Per quanto piccole, saranno tantissime. Quindi avere un “master node” attivato potrebbe risolversi in un costante flusso di piccoli guadagni, dovuto al lavoro di validazione delle transazioni altrui.
Per evitare di tenere acceso un computer reale H24 (che costa in corrente!), si può affittare una VPS (un computer virtuale) e far fare tutto a lei. Le VPS vanno dai 25 ai 200 o più € all’anno. 
Con 50€ si può avere configurata una VPS come master node di LKS per un anno, direttamente dall’azienda.

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PER CONCLUDERE….

Consiglio di dare una occhiata al documentario che spiega le cose di base:
https://ctv.im/d/E19E64
Anche se è una “palla” (tradotto: noioso!) per la prima mezz’ora, poi ci sono diverse cose interessanti e spiegate chiaramente.

PUNTI DI FORZA: 
– è tutto basato su una OTTIMA IDEA!
– enorme campagna di finziamento già realizzata e quindi molto denaro da dedicare alla realizzazione e al miglioramento della piattaforma
– piattaforma stabile e funzionale dal punto di vista tecnico (ho chiesto un parere ad un amico che ha una azienda informatica ed è spietato nei giudizi)
– diversi servizi già attivi e funzionanti
– motore di ricerca interno basato su nomi degli utenti, ma soprattutto sulle competenze o sugli interessi: in questo modo è facile trovare canali di proprio interesse
– videoconferenza integrata senza bisogno di software aggiuntivi e con la possibilità di farsi pagare direttamente
– i servizi offerti sono basilari ma sono anche quelli necessari per poter mettere una propria presenza autonoma in rete, senza dover diventare matti a cercare di far dialogare tanti software diversi, come in genere avviene, e quindi senza avere la necessità di preoccuparsi di aspetti tecnici
– comunità attualmente molto attiva e in forte crescita (circa 2000 nuovi utenti “free” ogni giorno)
– esiste già una app (in versione beta) con quasi tutte le funzionalità disponibili anche da smartphone
– servizio di messaggistica istantanea integrato e funzionale, tipo MSN
– il denaro virtuale può essere trasferito fuori dal social ed usato indipendentemente dal social stesso
– gli utenti “founder” parteciperanno a vita alla suddivisione del 51% degli utili dell’intera società
– moltissimi altri modi per guadagnare da parte della società non sono stati ancora nemmeno attivati (ad esempio la pubblicità, o gli abbonamenti mensili per gli stessi servizi ma senza avere i privilegi dei founder) quindi ci si può aspettare un incremento degli utili regolare.


PUNTI DI DEBOLEZZA
– Un po’ carente l’aspetto informativo
– I webinar con le novità settimanali sono spesso lunghi e noiosi (nel senso che basterebbero 15 minuti invece di 60)
– Il social dipende dagli utenti e dai loro contenuti e dai loro contributi. Il numero di utenti realmente attivi è ovviamente ancora microscopico rispetto ad altri mostri-social come Facebook o simili
– Gli account “founder” di più alto livello (e che permettono di avere meno commissioni e più servizi) sono abbastanza costosi, soprattutto per qualcuno che parte da zero e non ha mai scritto un post in rete o fatto una videochiamata o messo sù un sito. Non è scontato di riuscire a rientrare facilmente dell’investimento fatto, quantomeno dal punto di vista monetario…
– La valuta virtuale su cui si basano le transazioni per ora circola solo all’interno del social stesso
– Il motore di ricerca è attualmente quasi inutile per trovare post specifici.
– Come in tutte le grosse novità e nei progetti più innovativi, c’è molto rischio. Perché non è detto che chi ha contribuito a costruire la società rimanga e continui ad impegnarsi così tanto come ha fatto finora, anche in considerazione dei grandi guadagni che possono esserci già assicurati avendo costruito reti di migliaia o decine di migliaia di affiliati e sottoaffiliati. E perché non è detto che gli utenti “comuni” decidano di entrare in questo nuovo social. E perché il livello medio degli utenti e dei loro contributi sia interessante e/o che lo rimanga nel tempo. 
– il successo della social dipenderà molto dalla qualità dei contributi degli utenti. E per ora, accanto a diversi articoli interessanti, ne ho visti a centinaia di “inutili”: gattini, foto delle vacanze, buongiorno/buonasera, tentativi di reclutare in network marketing di oscure nazioni estere, ecc. Ma è anche vero che io stesso ho messo ben poco di significativo, contando di iniziare sul serio appena si concluderà la fase di crowdfunding.

In sintesi: ultime 12 ore rimaste per decidere (non credo ci sarà una seconda proroga!).

Poi, chi è “founder” rimarrà “founder” a vita; e chi non lo è, non potrà più diventarlo, anche se si potranno comunque avere i servizi tramite abbonamento.

Se già ora fai consulenze, o vendi o realizzi prodotti informativi (da libri a conferenze, da concerti a corsi dal vivo, da corsi multimediali ad audiolibri, da ebook a webinar, ecc.) penso sia una ottima occasione.

Se invece non hai ancora iniziato, se vuoi posso aiutarti a capire cosa potresti fare per iniziare, visto che il futuro sembra andare in questa direzione e premiare chi sa usare le nuove tencologie e sa vendere le proprie competenze ed abilità anche in rete.

Forse ne vale la pena davvero. 
Io penso di sì e sfrutterò bene questa occasione.

Luca Chiesi

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