49 giorni di sciopero della sete per la libertà di scelta: bilancio finale

Lunedì 22 maggio ho deciso di iniziare uno sciopero della sete che ho concluso domenica 9 luglio, un giorno in più del previsto, ovvero 7 volte 7 giorni.

Quello che era uno sciopero CONTRO qualcosa (ovvero il decreto Lorenzin sull’obbligatorietà delle vaccinazioni per tutti i bambini da 0 a 16 anni d’Italia) è diventato nel corso delle settimane uno sciopero a FAVORE di qualcosa, ovvero della libertà.
Libertà di scelta in ambito vaccinale, ma non solo: libertà di espressione, libertà di cura, libertà di pensiero.

Come spesso avviene, nel momento in cui si prende una decisione l’universo cambia e reagisce a questo atto di volontà.
In una traduzione del Faust di W. Goethe si legge:

“Fino a che uno non si compromette c’è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia.
Rispetto ad ogni atto di iniziativa c’è solo una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani.

Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia.
Incomincia adesso.”

La mia decisione era scaturita da una semplice e fondamentale domanda: “cosa posso fare PROPRIO IO, in questo momento, che magari non può fare nessun altro?”
Dal 19 maggio era tutto un susseguirsi di commenti, articoli, iniziative di vario tipo e ovunque, fino a scioperi della fame, come quello di Giorgio Rosso, l’editore di MacroEdizioni, con cui ormai 10 anni fa ho pubblicato il mio (per ora unico, ma ancora per poco…) libro: “La struttura nascosta del mondo – Dall’alchimia alla fusione fredda e oltre: le reazioni nucleari a debole energia”.
Ebbene, scavando un po’ nel mio passato è sorta con grande semplicità l’idea di fare uno sciopero che fossi abbastanza sicuro di poter sostenere fino all’8 luglio, giorno della manifestazione nazionale di Pesaro, ma che fosse in un certo senso ancora più “sconcertante” di uno sciopero della fame.
Sconcertante per ogni persona che non abbia mai fatto un po’ di macrobiotica ohsawiana sul serio, ma non così strano per me visto che – circa 10 anni fa – ero già stato 120 giorni senza bere ( e all’epoca, anche senza mangiare alcun tipo di frutto).

Perchè ho scelto di fare uno sciopero della sete? Per vari motivi:

  • Per dare maggiore visibilità ad una protesta che avrei svolto in piazza ma da solo (ebbene sì, ciascuno di noi può fare una “manifestazione” in piazza, anche da solo. Cosa aspetti a farlo anche tu e parlare dal vivo con i tuoi concittadini, senza i filtri dei media o dei social network?)
  • Perchè la sete è qualcosa con cui non si scherza (e nemmeno con la salute e la sicurezza dei nostri figli) e quindi tutti sono più sensibili a questo argomento
  • Per dimostrare che “la Scienza” non ha sempre ragione, persino relativamente a qualcosa di così banale come la sete; anzi spesso ha completamente torto e se ne accorge solo dopo molti anni e incalcolabili danni sulle persone, quindi meglio andarci estremamente cauti con i Trattamenti Sanitari Obbligatori (in questo mio intervento avevo già fatto un piccolo elenco di credenze mediche che sono poi sfociate in vere e proprie tragedie ed ecatombi. Chi garantisce che non possano essercene o non ce ne siano già in atto delle altre?)
  • Perchè aveva una grande valenza simbolica: il Governo afferma che il liquido che vogliono iniettare nelle vene di tutti i bambini d’Italia sia necessario per vivere in salute, tanto da volerlo rendere obbligatorio? Ti dimostro che nemmeno il liquido più importante del mondo per sostenere la vita, ovvero l’acqua corrente, è necessario per vivere in salute, quindi a maggior ragione qualunque prodotto della chimica (avevo in mente la dimostrazione del cosiddetto “teorema del carabiniere”, in versione meno matematica del solito…). Un obbligo di massa è una assurdità logica, scientifica e filosofica.

Stavolta c’erano però alcune condizioni nettamente più avverse, perchè 10 anni fa:

  1. Non ero sposato
  2. Non avevo figli
  3. Lavoravo molto meno di ora e portavo avanti molti meno progetti
  4. Non era estate
  5. Non c’erano 35° gradi o più nei luoghi dove stavo o dove parlavo

La sfida era quindi impegnativa, ma la giusta causa valeva il rischio e lo sforzo.
Ebbene… in queste 7 settimane è successo davvero di tutto!

  • Prima ancora di iniziare a scendere in piazza, mi sono ritrovato su 3 giornali locali (clicca sulle immagini per ingrandire) e persino sulla locandina di fianco all’edicola…

  • Il primo giorno che ho brevemente accennato in classe a quello che avrei fatto uno studente ha detto: “Avevo un cugino che dopo essere stato vaccinato è diventato disabile e ora è morto. Da allora nella mia famiglia abbiamo deciso di non vaccinarci”. Sono rimasto letteralmente senza parole, di fronte ad una tale disgrazia e alla casualità (ma esiste?) di sentire questa storia proprio da uno studente che sarà tra quelli che verranno obbligatori ad essere vaccinati, se passerà la legge sull’obbligatorietà.
  • Ho passato alcune ore tutte le settimane in piazza Prampolini a Reggio Emilia, sotto l’edificio del Comune, a parlare e discutere con i concittadini reggiani. Il dialogo nasceva da una semplice domanda che mi ero scritto sulla maglietta, a cui praticamente tutti quelli che si fermavano hanno risposto un secco NO.
  • Ho scoperto l’esistenza di alcuni gruppi di genitori reggiani che si riunivano anche più volte alla settimana per decidere assieme cosa fare in merito a quel decreto sull’obbligatorietà delle vaccinazioni; ad una di queste riunioni autogestite (a cui non avevo mai partecipato in vita mia!) ho incontrato i “Genitori del No Emilia Romagna”, gruppo di Reggio Emilia, con referenti Tiffany Dalia e Linda Franceschini.
    Scoprire di essere in così TANTI nella sola Reggio e vedere che tutti avevano un solo obiettivo mi ha colpito molto! Senza contare che con alcuni di questi genitori sono già nate delle belle amicizie…
  • Ho ricevuto svariati insulti sulla pagina Facebook della Gazzetta di Reggio, che aveva pubblicato un articolo in cui riportavano la mia opinione in merito al tema dell’obbligatorietà dei vaccini. Ecco giusto un esempio dei pacati commenti presenti (seguito dalla risposta di una sconosciuta senz’altro meglio educata):
  • Anche sulla pagina Facebook di un gruppo di perditempo maleducati, che si divertono ad insultare, lasciar insultare e spargere menzogne, ho avuto l’onore di ricevere un po’ di attenzioni:
    Inutile dire che, pur avendo io risposto uno ad uno a tutti i commenti presenti in modo fermo ma educato, hanno cancellato tutto e mi impediscono tuttora di scrivere e difendere la mia reputazione. La cosa ovviamente non finirà qui.
  • Proprio su quella pagina è giunta voce della mia protesta anche ad un personaggio che si commenta da solo, il virologo (ed insultatore pubblico) Roberto Burioni. I suoi commenti (nei quali gentilmente – neanche tanto tra le righe – mi apostrofa come idiota, cretino, alcolizzato, mentitore, ecc.) si commentano da soli, esattamente come lui.

Da notare che il simpatico Burioni ha preferito meditarci per un minutino… e trasformare il suo giudizio su di me e sulla mia professionalità come insegnante da un banale “cretino”  ad un ben più solenne “cretino olimpionico” . Anche questa cosa, ovviamente, non finirà qui.


Sottolineo però che …mi ha inaspettatamente candidato al premio Nobel, visto che “la Scienza” dice che si può resistere al massimo una settimana senza bere. Peccato che “la Realtà” affermi che dopo 7 settimane io stia benone.
Resta comunque ben poco di buono di questo personaggio, che sono certo rimarrà noto più per il modo indecente di apostrofare e insultare chi non la pensa come lui piuttosto che per altro.
Mi chiedo se sia accettabile che un medico si esprima pubblicamente così. Di sicuro, questo è solo un piccolo sintomo, fra i tanti, da cui si può fare una decisa diagnosi di “megalomania acuta galoppante”. Speriamo che guarisca presto. Auguri, Roberto Burioni. Ne ha molto bisogno, perchè non esiste un vaccino per la maleducazione (e questa non è una opinione).

  • D’altra parte, ho ricevuto innumerevoli attestati di stima da moltissime persone  (la maggior parte sconosciute) e persino da qualche personaggio famoso, come Eleonora Brigliadori, che avevo conosciuto di persona proprio durante il convegno da cui è tratto il mio intervento in video citato poco più sopra, dal titolo “Lo sviluppo del giudizio e la libertà di scelta terapeutica”.
    Da notare le …leggerissime differenze con il modo di comunicare del virologo insultatore.
  • Un giorno in piazza ho conosciuto il direttore di un giornale online di Reggio Emilia, Nicola Fangareggi, che mi ha intervistato scatenando anche in questo caso le ire di tanti commentatori
  • Un altro giorno, mentre in piazza c’erano alcuni genitori intenti a parlare e discutere (vedi foto sotto),

    Tiffany Dalia mi ha detto che le sarebbe proprio piaciuto portare a Reggio il dottor Dario Miedico per una conferenza. Tempo una settimana e la conferenza era organizzata!
    Grazie alla collaborazione di tanti altri genitori come noi, dei “Genitori del NO Emilia Romagna” gruppo di Reggio Emilia e dell’associazione “Riprendiamoci Il Pianeta”, abbiamo poi realizzato la conferenza nel centro congressi dell’Hotel Mercure Astoria. Sala gremita, prenotazioni terminate nel giro di 3 giorni, dirette streaming viste da oltre 25000 persone, molte domande, molta attenzione e molto entusiasmo da parte dei presenti.
    Ecco la registrazione integrale della conferenza:
  • L’articolo apparso su “La Gazzetta di Reggio” in merito alla conferenza è stato tra i più imbarazzanti letti in vita mia, per le tante inesattezze, falsità, frasi tendenziose ed omissioni in esso presenti. Per fortuna la registrazione della serata è già in rete e quindi chiunque può trarre le sue conclusioni in merito. Da una parte l’articolo della Gazzetta a firma di Leonardo Grilli, dall’altra la mia risposta, che è solo una fra le tante che sono state spedite in redazione dai genitori presenti in sala. Aspettiamo tutti scuse e rettifiche che forse non arriveranno mai, visto che l’onestà intellettuale è una merce rara. Ma… mai dire mai.
  • Una sera ci siamo ritrovati in oltre 150 persone ad ascoltare attentamente le parole dell’avvocato Gausto Gianelli (che era appena stato audito in Senato), grazie ad alcune mamme reggiane che avevano organizzato a loro spese l’evento. Anche qui meriterebbe ascoltare tutto, comprese le risposte alle domande del pubblico, perchè gli aspetti legali in gioco sono molti e delicati.
    Ecco la registrazione della conferenza:

  • Il gran finale (che in realtà è solo un nuovo inizio) è stato ovviamente la nostra partecipazione alla manifestazione di Pesaro, città che ha visto confluire decine di migliaia di persone da ogni parte d’Italia, compresa Reggio Emilia. Una foto basta a farsi un’idea di che giornata sia stata (da notare che tutti i genitori e bimbi nel parco giochi NON si vedono, ma… c’eravamo anche noi! E molti altri partecipanti erano anche dietro al palco):

Quelle qui sopra accennate sono solo alcune delle cose accadute in seguito alla mia decisione di metterci la faccia.

Se, anche solo una settimana prima dell’uscita del decreto, mi avessero raccontato che:
1) avrei fatto uno sciopero della sete di 49 giorni
2) avrei manifestato in piazza a Prampolini pubblicamente e da solo
3) avrei partecipato a parecchie riunioni in giro per la provincia con tanti genitori mai visti prima
4) avrei messo “in pausa” il resto della mia vita e del mio lavoro e dei miei progetti (primo fra tutti la pubblicazione di un testo a mio parere fondamentale, di cui ho già parlato)
beh… avrei fatto fatica a crederci persino io. Eppure tutto questo è avvenuto con una facilità disarmante, segno che era NECESSARIO ed inevitabile.

La cosa più importante che ho imparato da questa esperienza è che TUTTI possono e devono fare qualcosa per portare avanti le idee in cui credono; e che è importante il contributo di CIASCUNO, perchè nessun altro può sostituirsi a TE.
Sui social media scorrono fiumi di parole, ma di fatto la comunicazione è pressochè inesistente, perchè i messaggi non arrivano quasi mai a destinazione e difficilmente hanno effetti sugli altri.

La mia prima esperienza in piazza mi ha invece dimostrato che, di persona, guardandosi negli occhi, anche due sconosciuti possono trovare in pochi minuti un punto di incontro su questioni di importanza fondamentale, come appunto quella della libertà di scelta terapeutica e di altri diritti fondamentali dell’uomo.
Se il 98% dei reggiani che hanno avuto il “coraggio” di fermarsi a parlare con me hanno confermato che sulla libertà non si discute e che questo decreto è pura follia, beh… significa che c’è speranza.

Le discussioni sui vaccini le lasceremmo volentieri a medici e scienziati, se solo la maggioranza la smettesse di radiare la minoranza per non dover affrontare un serio e radicale dibattito scientifico.
Sarebbe anche bello se un giornalista potesse intervistare liberamente dei genitori  che partecipano ad una manifestazione e pubblicare un articolo in merito SENZA ricevere esposti all’ordine dei giornalisti che ne chiedono la radiazione. Questa è una cosa grave e che affronteremo in un altro momento.

Personalmente, come avvenimento-chiave di questi 49 giorni, metterei senz’altro una minaccia di morte che mi è stata scritta su Facebook e il come si è risolta la questione.
Lo stesso insultatore pubblico già citato in precedenza sembra (dicono… amici dei suoi amici, ovviamente) che ne abbia ricevute e ovviamente tutte le prime pagine dei giornali e dei media erano unite e concordi nello sdegno. Inutile dire della odiosa strumentalizzazione fatta da questo evento dallo stesso Governo che vuole imporre un TSO a tutti i bambini d’Italia. Ma d’altra parte questo Governo ha già dimostrato di strumentalizzare di tutto, pur di fare ciò che vuole (o deve?).
Ebbene, dopo essermi consultato con carabinieri e polizia postale, che sono stati gentilissimi nel farmi capire tutto quello che potevo fare e nel lasciarmi libertà di scelta su come agire, ho deciso di contattare questa persona che aveva scritto queste parole così pesanti per cercare di chiarirci di persona.
Il testo era abbastanza esplicito e minaccioso:

ma sapendo che sui media si scrivono spesso cose che non si pensano o che possono essere equivocate, ho pensato valesse la pena fare un tentativo di comprensione reciproca, prima di andare per vie legali.
Ebbene, nel giro di un paio di giorni ci siamo perfettamente chiariti e non c’è stato alcuno strascico alla vicenda, che invece di creare ulteriore divisione tra genitori ha invece unito.
I media e i social network giocano sporco per creare divisioni tra le famiglie e tra i cittadini? Ebbene, il dialogo è la risposta vincente.
Dialogo a tu per tu, da persona a persona, da genitore a genitore, da cittadino a cittadino.

Ecco come si vincerà questa “guerra” al buon senso e ai diritti dell’uomo, in cui siamo immersi fino al collo e che pure la maggioranza delle persone in Italia ignora: col metterci la faccia, con l’agire in prima persona, con il dialogo e la mediazione.

Dalla personale decisione di una sola persona sono scaturite ogni sorta di cose, imprevedibili, inaspettate, ben oltre ogni mia aspettativa.
Quale sarà la TUA prossima decisione?


“Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia.
Incomincia adesso”.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *