La scuola uccide la creatività? Cambiare i paradigmi!

Una delle poche certezze che abbiamo sul futuro dei nostri figli è che il mondo del lavoro che troveranno sarà molto diverso da quello per cui la scuola pubblica li sta preparando.
Le conoscenze invecchiano in così poco tempo che spesso nel momento in cui un libro va in stampa è già obsoleto. Ecco perchè è così importante aiutare gli studenti a sviluppare i propri talenti naturali, la propria creatività e la capacità di imparare in modo autonomo.

Sarà vero che la scuola è arrivata in un vicolo cieco? Molti se lo chiedono, già da diversi anni. Numerosi educatori e formatori di tutto il mondo, a gran voce, richiedono un intervento sostanziale su una scuola che è stata pensata per un altro secolo. Partendo dal rivedere i ruoli di insegnante e studente, fino ad arrivare ai metodi di lavoro e ai “programmi”.

Qualcuno ha fatto di più: ha spiegato la motivazione principale che rende necessario un grande cambio di rotta e mostrato i numeri che impongono di farlo al più presto.

Il suo nome è Sir Ken Robinson, di cui ti propongo una brillante animazione su un brano che non ha bisogno di ulteriori commenti, perchè ricco di argomenti scottanti ed appassionanti per genitori, studenti e docenti: il ruolo della creatività nell’educazione (che definisce come “il processo dell’avere idee originali che hanno valore”), gli strumenti necessari per un futuro sempre più incerto, il pensare e l’agire fuori dagli standard.

Il video del discorso completo da cui è tratta l’animazione, in inglese, è questo:

Nel video sottostante, invece, Sir Ken Robinson, con il suo delizioso humour inglese, valorizza delle verità apparentemente sotto gli occhi di tutti, riguardanti soprattutto i bambini, ma che spesso ci capita di dimenticare. Per esempio: “Se non sei preparato a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di originale!”.

A scuola l’errore è quasi la cosa peggiore che puoi fare, molti studenti sono letteralmente terrorizzati dall’errore (e dai conseguenti cattivi voti)…. e il risultato è che stiamo escludendo queste persone dal contatto con le loro capacità creative, e quando diventeranno grandi le avranno quasi del tutto dimenticate.

La creatività non si sviluppa, secondo sir Robinson così come secondo Picasso, bensì la si disimpara crescendo. E andando a scuola.

Educare i bambini dalla pancia in sù… ci rendiamo conto di quanto sia folle!?
Diventare un professore universitario non dovrebbe essere lo scopo ultimo della educazione: spesso vivono nella loro testa, vedono il loro corpo come un mezzo di trasporto per le loro teste!…

Il problema è che l’educazione, così come è strutturata oggi in tutto il mondo, fa sì che molte persone brillanti e creative crescano credendo di non esserlo.

Bisogna ripensare alle 3 caratteristiche della intelligenza… e ripensare il sistema educativo e i paradigmi sui quali è costruito.

Qual è il prossimo passo che farai, dopo aver ascoltato queste illuminanti parole?
Se vuoi, lascia la tua risposta nei commenti qui sotto!

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Comments 2

  1. Ciao Luca,

    non ho figli come ben sai, ma se un giorno ne avrò mi piacerebbe educarli attraverso un sistema alternativo a quello attuale.
    Ho vissuto personalmente ciò che viene illustrato in questo video, dato che da bambina ero considerata “un promettente talento” in vari campi artistici, ma man mano che crescevo, non solo la creatività quanto lo stesso impulso/desiderio creativo sono scemati poco a poco. Ho rinunciato anche alla laurea perché non tolleravo più né le baggianate che propinano nei testi scolastici, né la noia mortale di nozioni imparate a memoria, a casaccio, né l’essere valutata a seconda di un voto né l’obbligo di dover studiare cose che non mi interessavano, invece di puntare sui miei talenti.
    Se avessi dovuto basare la mia autostima sui miei voti in matematica, avrei pensato di non avere intelligenza sufficiente neppure ad allacciarmi le scarpe.
    Inoltre ero troppo “con la testa fra le nuvole”, mi interessavo di un argomento finché non soddisfacevo la mia curiosità e poi volevo passare ad apprendere altro, e questo non è ben visto perché sintomatico, secondo le impostazioni della società di oggi, di scarsa capacità di attenzione e progettazione a lungo termine.
    In sostanza, tutto ciò che so l’ho appreso dopo, divorando libri, viaggiando e facendo esperienze di vita come tutte le altre persone, ma vorrei che alle future generazioni fosse evitata la tragedia di vedere affossata, uccisa, l’impagabile fantasia, magia, creatività dell’infanzia.

    1. Post
      Author

      Ciao Anja,

      anche io, anche noi, stiamo cercando un sistema alternativo a quello attuale, perchè lavorandoci dentro e standoci immersi praticamente da sempre è impossibile non vederne gli effetti nefasti su quasi tutte le persone che ci passano attraverso. L’attenzione a te come persona, la scoperta e il rispetto del tuo temperamento naturale, lo sviluppo dei tuoi talenti individuali e soprattutto l’apprendimento partendo dai tuoi interessi e dalle tue passioni sono i capisaldi per una buona educazione, a mio parere. La scuola non è progettata per fare questo, temo, quindi bisogna cercare senz’altro altrove.

      Credo che esperienze sane e soprattutto più simili all’ideale che hai tu e che ho anche io ci siano già (e farò il possibile per trovarle e divulgarle anche su queste pagine); ma senz’altro bisogna ancora costruire molto, vista la desolazione in cui viviamo e che peggiora anno dopo anno. Le scuole montessoriane, le scuole steineriane, le scuole parentali sono alcuni esempi da cui si può partire con una certa sicurezza; e più c’è la possibilità di un genitore di essere parte attiva nel processo educativo dei propri figli, meglio è, perchè in realtà spesso sono i figli a dover rieducare i genitori e la maggior parte della “fatica” dell’educazione sparisce come neve al sole se essa è, semplicemente, un processo permanente, non chiuso in un edificio ed in un tempo definito, con programmi standardizzati e obiettivi decisi da altri e criteri di valutazione e tutto il resto.

      La società e le sue appendici hanno degli interessi su di te e suoi tuoi figli che sono ben diversi dagli interessi che hai tu come persona e come genitore. Quindi, che vada pure a farsi benedire… e a cercare di inscatolare qualcun altro.

      Io ho interessi ed obiettivi diversi per i miei figli e per quelli delle persone che ancora si rendono conto che è un delitto vendere, barattare o gettare la “fantasia, magia, creatività dell’infanzia“.
      Punto a vedere sempre più bambini e persone LIBERI, SANI e FELICI.
      E’ possibile e se c’è un modo, lo troverò e lo divulgherò. Penso comunque di essere a buon punto con la ricerca, per fortuna… 🙂 Ci sono “giganti” o semplici persone comuni che devono essere conosciuti o riscoperti e nel mio piccolo farò tutto quello che potrò.

      Grazie delle tue parole e dei sentimenti che hai lasciato trapelare tra le righe… 🙂 Ciao!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *