Iniziati i 40 giorni di digiuno*. Preparativi, strumenti e ricette…

40 giorni di digiuno: post 2. Il precedente si trova qui.

Partire per una camminata in montagna senza strumentazione adeguata significa spesso finire male.
La stessa cosa può succedere se si vuole fare un digiuno, seppure macrobiotico e quindi basato sul consumo di cereali integrali completi.
Vediamo i due tipi di strumenti principali e la cosa ancora più essenziale per ottenere i migliori risultati… a seguire qualche altro esempio di ricetta…


Gli strumenti “hardware” sono ovviamente tutto ciò che può essere usato per cucinare i cereali:  pertanto è buona norma controllare nella propria cucina cosa c’è e cosa manca.
Quali possono essere gli strumenti più utili, oltre alle normali pentole in acciaio? Presto detto:

  1. Pentola a pressione
  2. Mulino casalingo
  3. Teglie da forno
  4. Crepiera

La maggiore parte delle ricette possono utilizzare la pentola a pressione, perchè il cereale cotto – puro e semplice – è l’elemento di base di molte altre preparazioni. Pertanto essa deve essere di ottima qualità e affidabilità. In versione elettrica mi trovo decisamente benissimo con questa, una piacevole scoperta delle ultime settimane e di cui non riesco a trovare punti di debolezza; in versione “tradizionale”, non sono valide solo quelle più tecnologiche e con vari sistemi di sicurezza, ma anche quelle più tradizionali; mi è capitato più di una volta di trovarne alcune con un bel triplo fondo e buone valvole nei negozi locali, anche di marche meno note.

Sui mulini, posso parlare solo dell’unico che ho usato negli ultimi 15 anni, perchè è ancora nuovo nonostante l’uso intensivo. Lo consiglio senza remore come primo mulino per una famiglia, perchè si ripaga tranquillamente nel giro di pochi mesi (se avete bimbi piccoli o molto piccoli) o pochi anni (se siete in pochi in famiglia), senza contare la qualità e la bontà delle pietanze cucinate con farina appena macinata. Faccio un esempio: il mais e …la relativa polenta: non sono semplicemente paragonbabili a qualunque polenta si trovi in commercio. Punto.

Sulle teglie da forno ho poco da dire, perchè bastano di ceramica, o terracotta, o pyrex, l’importante è che siano materiali naturali.

Sulla crepiera meglio chiedere a rivenditori locali, perchè spesso hanno tipi validi che non si trovano in rete. L’importante è usarla con uno spargifiamma, in modo che – anche se non ha un fondo molto spesso – la crepe non si attacchi o bruci, anche a fuoco un po’ sostenuto. Io uso una crepiera di circa 26cm di diametro e una di circa 22cm: con questi attrezzi, in un’ora si possono fare crepes per una settimana abbondante per una persona.


Gli strumenti “software” sono invece le ricette: soprattutto se si vuole fare un periodo piuttosto lungo di digiuno*, avere molte ricette diverse è ottimo, sia contro la noia, sia perchè così si sfrutta a fondo questo periodo anche per ampliare la propria cucina e la propria conoscenza dei tanti cereali che Madre Natura mette a nostra disposizione da millenni.
Ma più che le ricette vere e proprie, a mio parere sono più importanti i TIPI di ricette, cioè quelle preparazioni che si possono fare semplicemente variando gli ingredienti di base.

Faccio un esempio che spero ti chiarifichi tutto.
L’ultima volta che avevo fatto tanti giorni di questo tipo di digiuno*, questa era stata la lista (non esaustiva) delle diverse preparazioni nel corso di 30 giorni:

  • crema di saraceno,
  • gallette di riso,
  • pane Ohsawa al farro,
  • riso integrale,
  • crocchette di riso,
  • crepes di grano saraceno,
  • polenta di mais,
  • gallette di mais,
  • corn flakes,
  • “saracenaccio”,
  • pangermoglio
  • crocchette di miglio,
  • crema di miglio,
  • vellutata di miglio,
  • tartine di riso e mais all’amaranto,
  • pane Ohsawa al miglio,
  • crema di riso,
  • gallette di saraceno,
  • crepes di farro,
  • Kasha,
  • farro con besciamella di riso,
  • risotto al nero di hiziki,
  • snack di riso,
  • polenta taragna,
  • pop corn,
  • soba,
  • fettuccine di grano saraceno,
  • grano saraceno e gomashio,
  • crema di farro tostato,
  • snack di farro e miglio,
  • penne con la tekka,
  • gnocchetti sardi,
  • pizzoccheri con crema di grano.

Come puoi vedere si possono raggruppare tutte queste ricette in pochi sottogruppi:

  1. le creme/polente/besciamelle
  2. i prodotti industriali già pronti (gallette, snack vari, pangermoglio
  3. i pani Ohsawa/prodotti da forno
  4. cereali in pentola a pressione, naturali o tostati (kasha)
  5. le polpette/crocchette
  6. le crepes
  7. i cereali soffiati (pop corn, corn flakes)
  8. le paste (gnocchetti, fettuccine, pizzoccheri, soba, ecc.)

Una volta che è chiaro come fare quel TIPO di preparazione, cambiando il cereale di base si ottiene un piatto nuovo! Variando la quantità di acqua cambia la consistenza. Variando il tempo di cottura, cambia il sapore. Insomma, è quasi impossibile mangiare due volte lo stesso piatto!

Per semplificare ancora

  • Le creme / polente / besciamelle si ottengono dalle farine e molta acqua, in genere almeno 1 a 4 come proporzione, fino ad arrivare ad 1 a 10 per le besciamelle da usare per condire altri cereali.
  • Dei pani Ohsawa ho già trattato nel post precedente con un esempio
  • I cereali in pentola a pressione si ottengono con chicchi interi e acqua in proporzione da 1 a 1,5  fino ad 1 a 4 per i risotti e simili
  • Le polpette e crocchette si ottengono dai cereali in pentola, cotti con un po’ più di acqua, e poi messi in forno o fritti dopo aver dato la giusta forma, cioè palline o dischetti..
  • Delle crepes ho già trattao nel post precedente con un esempio
  • I cereali soffiati sono difficili da fare in casa, tranne l’immortale pop corn…
  • Le paste – se proprio le si vogliono usare – si possono acquistare direttamente in negozio, oppure fare a partire dalle farine. Un esempio: la soba si può fare con 140g farina di grano saraceno, 60g di farina 0 e 105ml di acqua. Non essendo ottenuti da cereali completi, sono da usare eventualmente solo in caso di …necessità.

A questo punto, si tratta di usare un po’ di creatività, riciclare ciò che rimane in qualcosa di nuovo per il pasto successivo e… il gioco è fatto! Con una buona masticazione, tutto diventa buono. Anche il cereale crudo. A maggiore ragione, qualunque delle ricette che possono uscire da queste combinazioni di elementi….


Cosa rimane di ancora più importante? Un progetto scritto! Una cara, vecchia, semplice tabella in cui organizziamo una specie di menu di base, esclusivamente teorico e sul quale possiamo passare tutto il tempo che vogliamo, ma non sarà MAI esattamente uguale alla realtà.
A cosa serve? A non dover pensare troppo a cosa fare, a prendere una routine, ad organizzare la spesa, a non dover creare ogni volta qualcosa di nuovo.

Non lo segui? Benissimo. Lo segui? Tanto meglio!
L’importante è che CI SIA e che sia SCRITTO.


Un altro piccolo aiuto?

Ecco altre “ricette” per aiutarti  a scoprire quanto sia in realtà RICCA una dieta simile. Come vedrai, restringere la dieta significa in realtà allargarla e approfondirla.

“Saracenaccio”

E’ una specie di “cecina”, ma fatta solo con grano saraceno e miglio.
La cosa buffa è che sembra castagnaccio, ma ha il sapore di…. pecorino con il miele! 🙂 🙂
Come si fa?

Con 2 tazze e mezzo di saraceno, 1 tazza e mezzo di miglio, un cucchiaio di olio (sesamo o girasole, fate voi), sale marino integrale q.b., 3 tazze abbondanti di acqua.

Mescola bene bene, poi fai riposare 24 ore (come per la cecina – è fondamentale questo riposo), poi inforna a 180° per circa un’ora e mezza. Alla fine lascia riposare in forno finchè non si è raffreddato completamente.
Il risultato lo vedi qui sotto… ed il sapore è incredibile. Pertanto ti toccherà provare a farlo… Ah,ah! 🙂

 

Pane Ohsawa di miglio e riso

Stavolta 3 parti di miglio già cotto per una parte di riso in farina; il resto della preparazione è come l’altro pane Ohsawa, vedi post precedente

Riso e amaranto (bella coppia!)

Nella prima foto vedi del riso semintegrale (cotto a pressione, 1 parte di riso, 2 parti di acqua, un pizzico di sale marino integrale, circa 30 minuti a fuoco bassissimo sullo spargifiamma, dopo averlo portato a pressione), condito con gomashio, che condivide il piatto con un po’ di amaranto (cotto in acqua leggermente salata per circa 30 minuti, fino a raggiungere la consistenza di una crema).

Nella seconda foto, alcune “tartine” fatte con gallette di mais e riso farcite dell’amaranto di cui sopra: una volta fatto raffreddare, diventa quasi un dolce!
Per me l’amaranto è un cereale semplicemente unico, oltre ad essere il più ricco in assoluto tra tutti i cereali del mondo di quasi tutti i micronutrienti conosciuti. Se era considerato in America Latina un cibo degli dei, avevano un sacco di buone ragioni.
Tra l’altro piace moltissimo anche ai bimbi, e questo è un bonus non da poco, direi… 🙂

Snack di farro e miglio

Se vuoi qualcosa da “sgranocchiare”, ecco infine un bello snack di farro (2 tazze) e miglio (1 tazza) ridotti in farina, con un filo d’olio, acqua e gomashio. Fatta la pasta, tagliata a rettangoli e cotti in forno. A te trovare la quantità di acqua e il tempo, perchè io non ne ho proprio idea!


A presto, per aggiornamenti e altre ricette. Se conosci qualcuno che potrebbe essere interessato a fare 40 giorni (o anche meno!) come questi, ti sarei grato se condividessi il post!
Se hai qualunque tipo di domanda, puoi lasciarla tranquillamente nei commenti qui sotto, specificando se preferisci una risposta privata o pubblica. Grazie!

E buon digiuno* anche a te!


*NB: intendo chiaramente un digiuno macrobiotico, cioè cibarsi solo dello stretto necessario per poter fare tutte le attività che si vuole. Le quantità e i condimenti varieranno da persona a persona e ognuno dovrà prendersi carico di questi due aspetti personalmente. Sarà comunque difficile sbagliarsi… Mastica bene e tutto si chiarisce da solo. E se hai dei dubbi, chiedi. Ciao!

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Comments 7

  1. Ciao, grazie per queste ricette! Io non sono sulla strada del digiuno ma sono curiosa di provarle…il saracenaccio lo fai con la farina di saraceno e miglio? Forse è una domanda sciocca, ma ho il dubbio…

    1. Ciao Michela, grazie a te! Più che digiuno, come hai visto, è solo concentrarsi sull’essenziale. Si, farina di saraceno e di miglio appena macinata. nessuna domanda è sciocca. Ciao!

    1. Grande Francesco! chiamarle “ricette” è comunque esagerato, ma… meglio queste che doversi inventare tutto da capo. Avanti così… Fai qualche giorno anche tu? 🙂
      Ciao e grazie per essere passato a dare una occhiata. Un abbraccio a te e famiglia…

  2. Ciao Luca, è un pochino che ti seguo ed ogni volta che ritorno sul blog mi stupisci. Avrei intenzione di seguirti nella dieta ma prima mi devo organizzare in quanto non sono abituato a cucinare le ricette che hai proposto e per il momento dovrò fare a meno del mulino casalingo. Riguardo alle ricette, potresti scrivere quella della tekka perchè online non ho trovato niente di valido. Grazie.

    1. Ciao Giuseppe, ben ritrovato!
      Il mulino non è indispensabile, la pentola a pressione aiuta molto, mal che vada puoi anche mangiare i chicchi crudi: sono buonissimi, se li mastichi 200 o 300 volte… 🙂
      La tekka ha varie versioni, farò un post appositamente appena saremo in stagione di tekka, cioè… tra poche settimane.
      Comunque, in estrema sintesi: 1 bicchiere di olio di sesamo, 300 gr di carote, 300 gr di radice di loto, 300 gr di radice di bardana, 150 gr di tarassaco, il succo di 150 gr di zenzero, 1500 gr di hatcho miso. E circa 20 ore di cottura a fuoco bassissimo nella wok più grande che hai in casa… Così ne fai una quantità che ti dura tranquillamente un anno. Presto (…appena le trovo!) metterò le foto del procedimento.
      Se anche le ricette che farai non saranno buonissime… benissimo ugualmente! Mangiando meno, otterrai comunque dei buoni effetti!… Ohsawa, quando lo diceva, non scherzava. Nemmeno io, ovviamente! Ciao Giuseppe!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *